Campagna di Russia: cosa ne sanno i giovani?
di Patrizia Marchesini

Si ringrazia il sig. G. Vinci (direttore Notiziario U.N.I.R.R.) per aver concesso la pubblicazione su questo sito


Immagine di sfondo tratta dal volume:
Massimo Iacopi, Il Reggimento Artiglieria a Cavallo e il 2° Celere - attraverso le vicende del II gruppo, 1986, Rivista Militare

La Campagna di Russia fa parte del nostro passato recente ed è una sorta di ferita, di segno indelebile nell'animo di chi l'ha vissuta in prima persona o di coloro - soprattutto familiari di reduci e scomparsi - che attraverso racconti, testimonianze dirette e letture sul tema sono venuti a conoscenza - spesso e purtroppo in maniera incompleta - dei fatti. Ma cosa sanno i giovani e i giovanissimi di quegli eventi? Patrizia - il cui nonno faceva parte del Reggimento Artiglieria a Cavallo e dalla Russia non è mai tornato - ha rivolto qualche domanda alla figlia, studentessa diciassettenne presso un Istituto Professionale per i Servizi Turistici. Il testo è stato pubblicato nei mesi scorsi sul Notiziario U.N.I.R.R. (n° 109, gennaio-marzo 2011). Crediamo che quanto emerso dalle risposte possa costituire uno stimolo per fare il possibile affinché la memoria di tali vicende, e dei nostri soldati in esse coinvolti, non vada attenuandosi a poco a poco.

* * *

Dicembre 2010

Secondo te per quale motivo continuo a occuparmi della Campagna di Russia, dopo tanti anni?
Che domanda è? Ti interessa... e poi speri ancora di trovare notizie. Su tuo nonno.

Pensi che riuscirò a scoprire qualcosa di nuovo?
Non so.

Ma tu cosa sai dell’argomento? E i tuoi coetanei?
Quelli della mia età non sanno quasi niente.

Se io chiedessi in quale periodo sono successe queste cose?
Non credo saprebbero rispondere.

E tu?
Sono avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale.

Certo, ma il secondo conflitto è durato...
(Sbuffa) Dal 1939 al 1945, lo so.

Ok. E la Campagna di Russia?
Boh, nel ’42 o nel ’43.

La Campagna di Russia, o meglio, l’Operazione Barbarossa ha avuto inizio il 22 giugno 1941. Sai come?
Gli Italiani sono andati in Russia... No?

Gli Italiani?
Be’, insieme ai Tedeschi.

L’Operazione Barbarossa fu un’iniziativa della Germania. I Tedeschi sferrarono l’attacco...
Contro i Russi, perché volevano conquistare quei territori.

Lo sai che Russi e Tedeschi avevano firmato un patto?
Sì.

I due Stati avevano firmato un patto di non-aggressione. I Tedeschi infransero il patto. Un po’ a sorpresa, anche se è ovvio che ci furono dei segni premonitori. A questo punto l’Italia, alleata della Germania...
Si è aggregata.

C’erano solo gli Italiani e i Tedeschi?
Boh. Gli Americani? A essere sincera non lo so.

Da una parte c’era l’Unione Sovietica, dall’altra la Germania e i suoi alleati. Quindi all’Operazione Barbarossa parteciparono anche i Rumeni e gli Ungheresi, nonché contingenti dalla Slovacchia e dalla Finlandia, e formazioni volontarie reclutate in Spagna, Francia, Paesi Bassi e Scandinavia. Senza dimenticare la Legione Croata, composta – appunto – da Croati e inquadrata nel nostro esercito.
Inquadrata?

Significa che faceva parte. Perché Hitler decise di rompere il patto di non-aggressione?
Voleva conquistare tutta l’Europa.

Secondo te sferrò l’attacco solo per smania di potere o c’erano altri motivi?
C’erano questioni di razza.

Vero. Hitler considerava gli Slavi inferiori. E poi? Altre ragioni importanti?
Boh. Forse voleva prendersi le materie prime.

Sì. L’Unione Sovietica era un serbatoio di risorse... Cereali in Ucraina, petrolio nel Caucaso, bacini minerari nel Donbass. Tutto ciò avrebbe fatto comodo a Hitler. Oltre al senso di superiorità biologica dei Tedeschi nei confronti delle popolazioni dell’est e alla necessità di impadronirsi di materie prime, c’erano altri stimoli che spinsero Hitler a intraprendere quella campagna di guerra?
Voleva vendicare l’onore della Germania, dopo la sconfitta della Prima Guerra Mondiale.

Certo, quello della rivincita è stato di sicuro tra i fattori che portarono allo scoppio del secondo conflitto. Però la Seconda Guerra Mondiale ebbe inizio nel 1939, mentre qui si parla dell’estate del 1941. Se pensi a Hitler e Stalin non ti viene in mente nulla?
Erano entrambi due dittatori. In Germania e in Russia c’erano regimi totalitari.

Bene. Va’ avanti.
In Russia...

Ti fermo. Ricordati che la denominazione corretta era U.R.S.S.
Sì, Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Lì c’era il comunismo. In Germania invece c’era il nazismo. I nazisti e i comunisti non si sopportavano.

Se dovessi dare una tua opinione, Hitler sbagliò ad attaccare l’U.R.S.S.?
Di sicuro avrà perso molti uomini.

E per l’Italia fu un errore, seguire la Germania in questo piano? Perché Mussolini decise di mandare le nostre truppe?
Be’, erano alleati. Cioè, dire di no a Hitler in quel momento...

Secondo te il Fürher aveva chiesto aiuto a Mussolini, per questa operazione?
Boh, non credo. In ogni caso quando ci sono dei patti di alleanza vanno rispettati. Se una nazione ha bisogno, la nazione alleata deve aiutarla.

Non pensi che il Duce avesse anche la speranza di ricavare dei vantaggi da questa faccenda?
Mmmhhh. Forse sì. Anche lui si augurava di mettere le mani sulle materie prime.

O magari – per come era andata la guerra fino a quel momento – riteneva che l’Operazione Barbarossa avrebbe avuto un esito favorevole alla Germania. E che, quindi, sconfitta l’Unione Sovietica, per Hitler ci sarebbero state buone possibilità di vincere l’intero conflitto. Di conseguenza credeva che l’Italia, come alleata della Germania, sarebbe stata tra le nazioni vincitrici e avrebbe avuto un tornaconto. Torniamo agli Italiani in Russia. Secondo te quali reparti furono mandati in Unione Sovietica?
(Senza esitazione) Gli Alpini.

Perché ti vengono in mente gli Alpini?
Sono quelli più famosi.

E poi? Mio nonno era un alpino?
Ah, sì. C’erano anche i cosi. Volevo dire, la cavalleria.

No. Lui era nel Reggimento...
Artiglieria a Cavallo. Sì, ora mi ricordo.

Come vedi non c’erano solo gli Alpini. Anzi. All’inizio, nell’estate del 1941, partirono tre divisioni di fanteria. L’anno successivo giunsero in Russia altre divisioni, tra cui quelle del Corpo d’Armata Alpino. Se ci rifletti, cosa ti viene in mente? Magari pensi ad alcuni documentari televisivi sull’argomento che abbiamo visto, oppure ricordi certi discorsi che abbiamo fatto tu e io...
So che è andata a finire male.

Spiegati meglio.
Ci fu una ritirata... (esita)
per il freddo.

Va’ avanti. Stiamo solo parlando. Non è un’interrogazione, non ti do mica il voto, alla fine.
Be’, durante la ritirata sono arrivati i Russi...

Ma perché si sono ritirati?
Cioè... Era arrivato l’inverno.

L’inverno era arrivato anche l’anno prima. I fatti di cui stiamo parlando avvennero indicativamente tra la metà del dicembre 1942 e la fine del gennaio 1943. I nostri soldati erano lì dall’estate del 1941. E l’inverno tra il 1941 e il 1942 – a detta di tutti freddissimo – era stato affrontato dalle nostre truppe, senza che nessuno pensasse a ritirarsi per il clima. Quindi, l’anno dopo cosa era cambiato?
I Russi avevano adottato una strategia... (attimi di silenzio) Forse mi sto confondendo con l’epoca di Napoleone.

Lo sai che in tanti hanno fatto un parallelo tra la campagna napoleonica in Russia e quello che poi successe ai Tedeschi e ai loro alleati? Anche le truppe napoleoniche furono costrette a ritirarsi con moltissime perdite.
Sì, sì. Questo lo so.

Se pensi invece alle nostre truppe in ritirata, che immagine ti viene in mente? Come le vedi?
Magre.

Be’, hai ragione, le foto sui miei libri trasmettono in molti casi sofferenza.
Avevano una faccia da soldati disperati.

Devi pensare che le condizioni in quei giorni erano davvero difficili. Ma, ripensando a quegli uomini e a quelle immagini... non hai notato niente altro?
Erano quasi tutti a piedi. I loro mezzi di trasporto non andavano.

Per quale motivo, secondo te?
Congelati. Cioè, il carburante era gelato. E poi credo che molti siano rimasti piantati nella neve.

I mezzi di trasporto sovietici, al contrario, non si piantavano?
I Russi avevano dei carri armati potenti (enfatizza l’aggettivo).

È vero. I Sovietici avevano a disposizione molte divisioni corazzate. Inoltre erano numericamente molto superiori alle truppe tedesche, italiane, rumene, ungheresi nel loro complesso. Le divisioni corazzate riuscivano a spostarsi in modo veloce nell’ambiente russo. Invece gli Italiani non avevano mezzi di trasporto sufficienti e del tutto idonei. Pensa che molti camion non avevano le catene. E anche il carburante, che secondo gli accordi avrebbe dovuto essere fornito dai Tedeschi, scarseggiava. I camion non servivano soltanto per trasportare i soldati. Erano necessari per trainare le artiglierie. Anche se in alcuni casi, allora, i cannoni venivano trainati dagli animali. Come accadeva per il Reggimento Artiglieria a Cavallo di mio nonno. Insomma, per una guerra moderna, del ventesimo secolo, sarebbero occorsi più automezzi – adatti all’ambiente russo – e il carburante per farli muovere. In quanto ai mezzi corazzati potenti, come li hai chiamati, le nostre divisioni in Russia ne erano sprovviste e l’accordo era che venissero appoggiate in tal senso da quelle germaniche.
Ma i nostri soldati in Russia quanti erano? Ventimila?

No, molti di più. Subito prima del ripiegamento la nostra Armata – secondo le fonti ufficiali – contava circa 229.000 uomini. Secondo te quanti ne sono tornati?
Pochi.

Cioè?
Non saprei dirti un numero.

E a quelli che non hanno fatto ritorno, cosa è successo?
Molti sono dispersi.

Dispersi è un termine vago.
Saranno morti durante la ritirata.

Perché un soldato muore durante una ritirata?
Alcuni saranno stati feriti. Altri avranno avuto i piedi congelati e non sono riusciti a proseguire. Molti saranno stati seppelliti dalla popolazione e non si saprà mai cosa è successo e dove sono sepolti.

Quindi tutti quelli che sono scomparsi non sono riusciti a superare le difficoltà connesse a un ripiegamento così complicato e faticoso? Sono tutti morti nei combattimenti per aprirsi la strada verso ovest? Lo sai che erano circondati?
Sì (esitante).

È diverso organizzare un ripiegamento per stabilire una linea del fronte arretrata e più sicura, dal ritirarsi con la consapevolezza di essere rinchiusi in una sacca. I Sovietici avevano sfondato il fronte in alcuni punti e di conseguenza erano penetrati nelle retrovie. C’erano quindi truppe sovietiche che premevano da est verso ovest, e nello stesso tempo altri reparti sovietici stringevano come una tenaglia le truppe nemiche, tra cui quelle italiane. Tornando alla domanda precedente, i nostri scomparsi non ce l’hanno fatta unicamente per i vari problemi (freddo, fame, stanchezza) e per i combattimenti sostenuti in quei giorni?
(Silenzio)

Non sai cosa dirmi?
Magari alcuni sono rimasti di loro spontanea volontà. Forse finita la guerra qualcuno ha sposato delle donne russe.

Santo cielo. Questo mi fa capire che – nonostante nel corso degli anni abbiamo parlato parecchie volte di queste cose, e secondo te fin troppo – non ne abbiamo discusso abbastanza. E la prigionia? Non ti sfiora il dubbio che un certo numero di soldati italiani sia stato catturato durante il ripiegamento?
Ah. Mi ero dimenticata di questo particolare.

E ora che ti ho aiutato a ricordare? La parola prigionia cosa ti suggerisce?
Auschwitz.

Auschwitz? Benché sia diventato un simbolo di tanti orrori, cosa c’entra con i nostri militari? Lo sai dove si trovava?
In Polonia.

Ed era un campo dei Sovietici?
No, era un campo di sterminio nazista.

Mentre noi stiamo parlando dei soldati italiani prigionieri in Unione Sovietica. Al riguardo ti viene in mente qualcosa?
Be’, nessun nome di campo. Ma so che i prigionieri venivano mandati in Siberia senza niente.

A dire il vero campi riservati ai prigionieri di guerra in Siberia ce n’erano pochi. In quei territori c’erano campi per i Sovietici ritenuti contrari al regime di Stalin. Ricorda che fare una battuta o raccontare una barzelletta poteva essere motivo sufficiente per deportare una persona.
Di queste cose so poco. Invece conosco i campi di concentramento e sterminio nazisti.

Come mai?
Be’, degli Ebrei morti nei campi se n’è sempre parlato tanto. Dei campi sovietici molto meno. E credo che dei prigionieri di guerra italiani interessi solo a voi.

Voi?
Cioè, interessa solo a quelli che ci sono stati e a quelli come te... con un parente che non è mai tornato.