Mosca 31 ottobre 2010
Римляне в России - Un romano in Russia
piccolo resoconto di un’esperienza indimenticabile

di Simone Cristicchi

Debuttoa Mosca 31 ottobre 2010 Il manifesto in russo afisso all'esterno del Teatro Na Strastnom Mosca 31 ottobre 2010 - Simone Cristicchi recita il monologo Li romani in Russia di Elia Marcelli
La foto sono di Sara Quattrini


Dopo il grande successo del debutto a Mosca dello spettacolo "Li romani in Russia" (monologo
tratto dall'omonima opera di Elia Marcelli), Simone Cristicchi ci rende partecipi delle sue riflessioni, annotate sulla scia delle emozioni "indimenticabili" provate durante i preparativi e la rappresentazione.

Sorprendente è stata la partecipazione degli italiani che vivono a Mosca e dei moscoviti.

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LO SPOT DELLO SPETTACOLO
 
     
 
 
     

 

31 ottobre 2010

Foto di Sara Quattrini

Foto: Sara Quattrini

Fermati un attimo e prova a immaginare di essere in Italia. Una mattina qualunque, trovi nella cassetta della posta uno strano invito per andare in un teatro della tua città: si tratta del monologo di un attore russo, che recita (in dialetto russo) una storia di guerra. Come se non bastasse dovrai seguire il tutto, munito di cuffie attraverso le quali la voce di un interprete italiano traduce in tempo reale nella tua lingua quello che stai ascoltando e vedendo sul palco. Figuriamoci poi, dover partecipare al dibattito subito dopo lo spettacolo, in cui interverranno critici teatrali, per approfondire l'argomento dello spettacolo stesso, con domande all'attore e al pubblico.

Non è questione di disfattismo o di poca fiducia negli italiani, ma sono sicuro che la penserai come me: in Italia, in qualsiasi città del nostro paese, quel teatro sarebbe inevitabilmente, tristemente vuoto; e l'attore resterebbe veramente "SOLO"...

Adesso invece, immagina di prendere un aereo per Mosca, in Russia. Un taxi ti preleva in aeroporto e ti accompagna al Teatro Na Strastnom, tra i più importanti e rinomati della città. Sei qui perché il tuo spettacolo è stato scelto dalla direzione artistica del teatro e dall'Istituto Italiano di Cultura, per partecipare a "SOLO", la rassegna internazionale di monologhi che si tiene ogni anno su quel palco.
Il tuo spettacolo si chiama "Li romani in Russia" e racconta in dialetto romanesco l'epopea dei soldati italiani nella campagna di Russia del 41-43. Appena arrivato, i tuoi occhi si posano sul manifesto gigante con scritte in cirillico che campeggia sul muro davanti all'ingresso del teatro: "Римляне в России”. Dopo le prove tecniche, nel pomeriggio arrivano le troupe delle televisioni russe nazionali, ti intervistano per realizzare servizi che andranno in onda nei giorni successivi.
Arriva anche una piccola troupe (russa) della Rai, che deve registrare un breve servizio per il Tg3, da spedire poi in Italia. Passano le ore e si avvicina l'inizio del tuo spettacolo. Cominciano ad arrivare le prime persone, che attendono nel foyer l'apertura della sala. Con grande sorpresa e gioia, ti accorgi che minuto dopo minuto, le persone sono sempre di più: sono più di 500 e ora affollano il teatro, riempiendo sia la platea che la galleria. Davanti all'ingresso del teatro ci sono delle signore che chiedono se sono rimasti ancora dei biglietti disponibili (!). Infatti qui, chi non ha i soldi per potersi permettere di andare a teatro, fa questo tipo di tentativo che, fortunatamente viene accolto quasi sempre con esiti positivi. Alle ore 19 (ora locale), il teatro è strapieno. Il pubblico è composto per tre quarti da cittadini russi, soprattutto giovani studenti; il resto sono italiani che vivono a Mosca. Sul palcoscenico sale l'ambasciatore italiano, che con un sincero e toccante discorso sul rapporto tra i due popoli, introduce lo spettacolo. Il pubblico russo comprende ogni parola per mezzo di cuffie e grazie a un bravissimo interprete-attore che segue la tua recitazione momento per momento. In sala c'è un grande silenzio: da sopra il palco percepisci appena la voce dell'interprete, che esce dalle centinaia di cuffie presenti: il resto è un misto di palpabile emozione, attenzione e rispetto per la storia che si sta dipanando, una storia poco conosciuta, sia in Italia che in Russia: la storia di tuo nonno, e dell’autore del testo che hai imparato a memoria. Durante la scena finale, sulle note della tromba che intona il "silenzio", un forte e lungo applauso invade il teatro, tra la commozione di tutti i presenti. Ma è chiaro che la persona più commossa e incredula...sei tu! Dopo lo spettacolo sei atteso nel foyer, dove gran parte del pubblico è rimasto ad attendere il dibattito e l'incontro con te e alcuni critici teatrali di fama nazionale, intervenuti per rendere omaggio all'attore e a quest’opera, rappresentata oggi per la prima volta in Russia.


È il 31 ottobre 2010. Sei a Mosca. E non puoi credere che un miracolo come questo sia potuto avvenire.


Vedi anche l'articolo sul sito ufficiale www.cristicchiblog.net

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