Acquisizione dell'archivio Baldini Rualis
di Antonio Fistarol


Perché "Dovunque" vol dire "da per tutt"

Introduzione

Questo breve racconto, sull'acquisizione da parte del sig. Antonio Fistarol di parte dell'Archivio del Tenente Baldini Rualis, ci dimostra quale sia l'importanza di questa documentazione che, per ragioni fortuite, è ritornata alla luce dopo anni di giacenza in una cantina.
Il merito di questa scoperta va certamente al sig. Fistarol che ha compreso la qualità del materiale e l'importanza di doverlo valorizzare.

C'è un particolare che ha dello straordinario e accresce la curiosità su questo prezioso e unico materiale. Ad un certo punto il sig. Fistarol fa riferimento a dei dischi di fattura tedesca e al fatto che si sarebbe dovuto trovare un sistema per poterli ascoltare. Ebbene, il sig. Fistarol è riuscito nel suo intento trovando il modo.
Dalle prime impressioni si tratta di dialoghi tra soldati italiani, costruiti ad arte dalla propaganda, che parlano proprio del "Dovunque", delle difficoltà per stamparlo e del perché è stato scelto questo nome. È facile immaginare l'emozione provata di fronte a questo primo ascolto del quale si riportano le prime impressioni dirette dello stesso Fistarol:

"[...] per il loro ascolto serviva un giradischi che girasse a 78 giri e in senso contrario, cioè dall'interno verso l'esterno. Durante le vacanze mi sono dedicato alla manomissione di un vecchio HiFi con il quale sono riuscito nell'intento. Non le dico l'emozione di sentire le voci dei soldati del CSIR (maggio 1942) che raccontano, in una specie di dialogo a più voci e in vari dialetti, le difficoltà della stampa del giornale, le difficoltà di comprensione con i tipografi russi e i momenti della vita in guerra a contatto con il "nemico", nonchè qualche battuta di scherno tra camerati.

La qualità è abbastanza buona, anche se si perde qualche battuta all'inizio e alla fine dei dischi, che sono stati registrati dai tedeschi. Si fa un accenno al Dovunque quando ne vengono distribuite alcune copie e un soldato chiede del perchè sia stato scelto quel titolo. Risposta in dialetto bresciano o bergamasco: perchè dovunque vol dir " da per tutt" [...]"

Un ringraziamento al Sig. Antonio per avermi concesso l'ascolto di questo disco in anteprima e per tutto quello che sta facendo di speciale per il sito del centoventesimo.

Achille Omar Di Leonardo

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Schio, 17 marzo 2009

Tutto iniziò verso la fine di giugno, quando decisi di mettere ordine nelle foto e nei documenti relativi alla guerra in Russia di mio padre.

Un pò perché stanco di spostare questi reperti da un cassetto all'altro, un po' perché mi venne la curiosità di ricostruire la storia di quel periodo del quale non mi aveva mai parlato, se non per qualche piccolissimo episodio trascurabile.

Passando e ripassando le foto, per cercare di capire se qualche elemento mi dava una indicazione del luogo e delle date in cui erano state scattate, mi compariva spesso la figura di un tenente degli alpini in posa con mio padre o con altri ufficiali, talvolta con lo sfondo di città abbastanza grandi altre volte davanti ad una tenda, in maniche di camicia oppure imbaccuccati in mezzo alla neve. Sul retro di alcune il grado ed il nome del Ten. Antonio Baldini.

Incuriosito, pensai di fare una ricerca tramite L'Alpino, rivista dell'Associazione Nazionale Alpini, a cui sono abbonato. Feci pubblicare una foto del Baldini e dopo un paio di mesi mi telefonò il figlio che mi disse di non essere molto sicuro, ma che gli sembrava di riconoscere suo padre. Mi disse che non sapeva molto delle vicende della guerra, ma si ricordava che il suo incarico era di dirigere un giornaletto che si chiamava “Dovunque”.

Io possedevo i primi tre numeri del dovunque e non avevo mai fatto caso alla firma sul fondo!

Decidemmo di incontrarci per scambiarci qualche altra notizia utile alla mia ricerca e quindi qualche giorno dopo, a fine dicembre, me ne andai su per i monti del Cadore, in uno sperduta frazione nelle vicinanze di Lorenzago a conoscere il sig. Luigi Baldini che mi ha accolto con grande gentilezza e simpatia, mi ha raccontato che il padre, classe 1900, era nato a Rualis frazione di Cividale del Friuli . Era vissuto in varie città tra cui Venezia, Verona, dove aveva lavorato come giornalista presso i quotidiani locali per poi concludere la sua vita lavorativa, come direttore responsabile de ” La Provincia Pavese ”. Stanco di essere confuso con i tanti Baldini sparsi per l'Italia, aveva deciso di aggiungere il nome del paese in cui era nato alla sua firma. Era morto alla bella età di 96 anni in quel paesino del Cadore. Mi confessò anche che il padre aveva un carattere piuttosto chiuso e non parlava volentieri di se.

A parte queste notizie, il sig. Luigi non ricordava dove poter trovare foto, documenti o altro del periodo di guerra del padre. A causa di molti traslochi e spostamenti tanto materiale era sicuramente andato perduto oppure era in quegli scatoloni lassù sullo scaffale, in alto, nello scantinato che lui, con i suoi 71 anni e pieno di acciacchi alla schiena, non si sentiva di prendere. Aveva preparato per me un pacco del Dovunque rilegato. Su mia insistenza (ero disposto a rovistare per tutta la casa) mi condusse nello scantinato che effettivamente si presentava piuttosto ingombro e trovammo altre copie del Dovunque oltre a riviste del primo dopoguerra che trattavano della guerra in Russia. Molti scatoloni mi davano l'impressione di essere contenitori di chissà quanto materiale interessante, ma alla fine ho solo strappato una promessa che si sarebbe fatto aiutare per recuperare qualche reperto e che ci saremmo risentiti più avanti. Come ultimo dono il signor Luigi mi ha regalò due dischi incisi in Russia con attrezzatura tedesca che, a suo dire, contenevano dei radiogiornali che venivano ritrasmessi alla radio italiana. Purtroppo sul normale giradischi non funzionano perché sono incisi in senso inverso e quindi dovrò studiare una soluzione per poterli ascoltare.

La gesto del sig. Baldini forse è dovuto al disinteresse per le vicende del padre e allo scarso legame per gli oggetti appartenutigli, o magari per un senso di rispetto verso oggetti che, benché per lui rappresentino poco o niente, immagina che facciano parte di una storia che vale per altri.

O forse, più semplicemente sono oggetti che ingombrano i ricordi.

La sua generosità ha comunque permesso di poter disporre di interessanti e rari documenti di studio.

Giunto a casa, tramite internet, ho fatto ricerche sul ”Dovunque” e questa è storia che conosciamo.

Antonio Fistarol