Motocarri a uso militare
Scheda di Lorenzo Tonioli e Gino Papuli


I motocarri si erano affermati in campo civile negli anni ’30, sostituendo i carri a cavalli.
A seguito del decreto di unificazione del 1937, pur non essendo stati espressamente concepiti per impieghi militari, se ne decise la messa in servizio con le Forze Armate.
I tipi principale erano quelli delle marche Benelli, Bianchi, Gilera, Guzzi e Sertum (tutti derivati dai corrispondenti motocicli militari con motore di cilindrata pari a 500 centimetri cubici).
Le prestazioni erano abbastanza simili per i vari tipi (ad esempio la portata era per tutti di 1000 kg., il peso a vuoto variava dai 512 kg. del Sertum ai 544 kg. del Benelli ecc.).
Tuttavia i motocarri entrarono in linea solo a guerra già iniziata (intorno al 1941) e vennero subito adoperati per gli impieghi più vari. Ad esempio per il traino di artiglierie leggere (cannone da 65/17 e da 47/32), per il trasporto di apparati radio, di mitragliatrici Breda da 8 mm. e di mitragliere da 20 mm.


 

Nota integrativa di Gino Papuli

Un impiego sostanziale di questi mezzi si ebbe nella motorizzazione dei Reggimenti dei Bersaglieri. In questo caso, la loro funzione non era limitato allo spostamento delle truppe quanto - soprattutto - alle azioni belliche vere e proprie. Infatti, nella esecuzione di operazioni tattiche di offesa e di difesa, sul piccolo cassone di questi mezzi (denominati comunemente "motocarrelli") potevano prendere posto uomini muniti di armi individuali e, all'occorrenza, di una mitragliatrice. Sul froonte russo, questi carrelli erano in dotazione al 3° ed al 6° Reggimento Bersaglieri della Divisione "Celere" ed ebbero una funzione importante anche nelle vicende della ritirata del dicembre 1942.


 
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BIBLIOGRAFIA
“Gli autoveicoli tattici e logistici del Regio Esercito italiano fino al 1943” di Nicola Pignato e Filippo Cappellano, Stato Maggiore dell’Esercito – Ufficio Storico, Roma 2005

Riviste dell'epoca

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