Introduzione

Qui di seguito inseriamo l'articolo integrale di Filippo Cappellano tratto dalla rivista "Storia Militare" n. 80 dell'anno 2000" che riporta uno stralcio dal diario del 120° riguardante la battaglia, avvenuta a fine luglio 1942, presso Serafimovich.

L'autore ha concesso la pubblicazione di questo articolo dando il consenso telefonicamente.
Le foto (di scarsa qualità perchè scannerizzate da fotocopie) che integrano la lettura sono state prelevate dalla stessa rivista e fanno parte dello stesso articolo.

Note bibliografiche
Per la descrizione dettagliata dei pezzi impiegati dai reparti italiani a Serafimovich si rimanda al volume Le artiglierie del Regio Esercito nella seconda guerra mondiale (Parma, AES, 1998) curato da Filippo Cappellano.


Serafimovich, 30-31 luglio 1942
di Filippo Cappellano


Il 120° Reggimento artiglieria motorizzato
del Regio Esercito contro i T.34 sovietici

Dal diario del 120º Reggimento artiglieria motorizzato Ucraina, 30 luglio 1942

"[...] Il mattino del 30 settembre si procedeva allo studio dello schieramento di 4 gruppi - I e II/120º; II/201º e LXII/30º - e della batteria c.c. 75/97/38 del 120º che dovevano prendere parte all'azione offensiva che doveva portare all'eliminazione della testa di ponte di Sserafimovitch [Serafimovich], una pioggia insistente cominciò a cadere. - Per tema che le piste dovessero divenire impraticabili, fu dato ordine ai gruppi di assumere immediatamente lo schieramento predisposto senza attendere il tardo pomeriggio, e così i gruppi erano appena arrivati nella loro zona di q. 210,1 - anzi il II/201º aveva ancora la 4º btr. in marcia - quando verso le 13,30 appariva all'improvviso la prima ondata di carri armati. - Data la zona di schieramento: anfiteatro poco ondulato e la postazione dei vari gruppi, tutti presero parte con i loro cannoni alla lotta sferratasi contro i carri. [...]


BATTERIA DA 75/97/38 del 120º Giorno 30:

La btr. era schierata un km. a Sud-ovest di q. 210,1 per sbarrare le provenienze ai carri eventualmente provenissero da Nord, da Ovest, da Est. - Visibilità 180º su tutta la piana, eccetto un tratto di circa 20 metri in profondità per 100 metri in larghezza, a circa 200 metri dalla btr. causa leggero avvallamento. - Circa mezz'ora dopo l'apparizione dei primi riprese a piovere e continuò con rovesci d'acqua sino alle ore 16 circa. Per la btr. da 75/97/38 posso suddividere tutta l'azione svolta contro i carri in varie fasi:


Prima fase:

I carri apparvero all'improvviso verso le ore 13.30 sbucando dal costone di q.210,1 circa 1000 metri dalla batteria. - Il tiro viene iniziato a circa 800 metri e vengono sparate 30 granate a caricamento cavo e 30 granate a scoppio con i seguenti risultati: - carro armato medio T34 n.78 viene colpito sulla prua in basso immediatamente sotto il gancio destro di traino (Vedi fig.1) - il colpo ha immobilizzato immediatamente il carro. - carro armato leggero n. 315 è stato colpito sulla parte superiore a sinistra con granata a scoppio - venne visto incendiarsi ed allontanarsi per una ventina di metri - quivi si fermava bruciando. - altro carro armato leggero venne colpito sulla corazza frontale con granata a scoppio ed immediatamente si arrestò. Nulla si può dire sulla sorte degli equipaggi essendo l'attenzione degli artiglieri concentrata sugli altri carri che apparivano.


Seconda fase:

Tre carri armati intanto proseguivano: due spostati nettamente a sinistra; l'altro verso il centro della radura della zona dello schieramento. Su quest'ultimo si concentrò il tiro della btr. sparando a circa 300 metri di distanza n. 20 granate a carica cava. Risultati: - carro armato T34 n. 76: venne raggiunto da parecchi colpi; ma due soli hanno avuto effetto: uno sulla corazza frontale immediatamente a destra della mitragliatrice (vedi fig.2) e l'altro lateralmente alla torretta (vedi fig.3) - ambedue i fori sono di diametro molto piccolo non avendo le granate avuto effetto pieno causa la conformazione della corazzatura. - Il carro rimase immobilizzato al secondo colpo utile. - Esaminato in seguito questo carro presenta anche uno squarcio nella lamiera orizzontale di protezione dei cingoli (spessore circa 10 mm ) mentre la lamiera verticale appare intatta. Non ritengo possa trattarsi di un colpo proveniente dall'esterno, essendo impossibile ad un proietto arrivare a contatto con tale lamiera orizzontale senza incontrare i cingoli: - questi infatti non sono stati colpiti da alcun proietto - ritengo piuttosto che una scheggia della corazza proiettata da uno dei due colpi messi a segno abbia provocato lo scoppio di un proietto del cannone da 76 mm . del carro stesso. - Gli altri due carri intanto piegavano verso sinistra, scomparendo dietro un costone invano inseguiti dal tiro (circa 10 granate a caricamento cavo, distanza di tiro circa 600 m .)

 

Terza fase:

Dopo circa mezz'ora, improvvisamente, affioravano fra l'erba le torrette di due carri che avanzavano verso il centro della batteria - spostati a mano i pezzi di pochi metri per meglio sparare - vennero sparati alcuni colpi che non arrivarono a segno o, per lo meno, non ebbero risultati, ma che ottennero però di far deviare i carri, i quali a grande velocità si riportarono dietro il costone, scomparendo alla vista della btr. Ma poco dopo il primo di questi due carri (T34) ricompariva puntando direttamente sulla btr e facendo fuoco col cannone e con le mitragliatrici. La btr. aprì subito il fuoco e furono sparate circa 10 granate c.c., ma di queste una sola riuscì ad immobilizzarlo a circa 8 metri dal II pezzo. - il colpo aveva preso in pieno il risalto della torretta sul lato del cannone (vedi fig.4) ed otteneva il pieno effetto uccidendo tutto l'equipaggio. Un secondo T34, n.77, spostato sulla sinistra, avanzava dopo circa un quarto d'ora, dopo essersi occultato in un cespuglio. - Venivano sparate 8 granate a caricamento cavo, delle quali una colpiva in pieno la torretta sul fianco sinistro immobilizzando il carro (vedi fig.5) l'effetto del colpo è stato pieno. - La torretta veniva anche forata da un proietto da 75/32 della 4a btr. che avendo visto la minaccia dei carri armati, immediatamente si schierava sulla destra della btr. da 75/97/38. Detto colpo urtava sull'otturatore del cannone da 76 mm di cui era armato il carro, ma non scoppiava.

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Riproduzione dello schizzo allegato al diario di guerra del 120° artiglieria, luglio 1942 (AUSSME)

Giorno 31:

La btr. da 75/97/38 è in posizione nei pressi della strada che porta a q.197,4 - 180 nei pressi del laghetto. - Detta posizione fu presa di comune accordo fra il Ten. Guglielmi, Comandante la btr. 75/97/38 del 120º ed il Ten. Lohler, Comandante di due pezzi anticarro tedeschi in posizione sulla sinistra della strada. - Distanza della btr. da 75/97/38 della strada circa 500 metri . Visibilità ottima. I carri appaiono improvvisamente lungo la strada verso le 13, procedendo alla massima velocità, a circa 600 metri dalla batteria. Vennero sparate circa 15 granate a c.c. delle quali una colpiva un carro del tipo T34 immobilizzandolo. Il colpo arrivava sulla torretta laterale. Poco dopo altri carri si presentavano e la sezione sparava 14 granate a c.c. e una ventina di granate a scoppio avendo ultimate le prime. Risultati: - Un carro T34 colpito alla torretta, si incendiava e si arrestava dopo una cinquantina di metri bruciando. - Due carri leggeri colpiti con una granata a scoppio restavano immobilizzati. - In questa azione il Ten Lohler con i suoi pezzi distruggeva un carro T34 e due leggeri. In definitiva la batteria da 75/97/38 del 120º nei giorni 30 e 31 luglio riusciva a distruggere o ad immobilizzare: giorno 30 - 4 carri T34 3 2 leggeri; giorno 31 - 2 carri T34 e 2 leggeri.


Effetto dei proietti. Granata a c.c.:

deve colpire i punti vulnerabili del carro, altrimenti non dà l'effetto desiderato. - Sui carri immobilizzati infatti sono state notate molte tracce di colpi di granata c.c. (nettamente riconoscibili per le tracce di fusione), che però non hanno avuto effetto causa la sagomatura delle corazzature. - Nei colpi utili, il foro è provocato per fusione della corazza e si restringe verso l'interno - l'effetto distruttore è dovuto alla proiezione delle particelle fuse della corazza verso l'interno. - Granata a scoppio: sui carri T34, nessun effetto. - Si sono dimostrate efficaci contro carri leggeri."


Carro sovietico tipo T.34 immobilizzato dalle artiglierie (AUSSME)


II Gruppo da 75/27 del 120º.

 

Giorno 30 luglio:

Il gruppo era schierato più avanti e a destra degli altri, nei pressi proprio della q. 210,1. La prima ondata di carri, ore 14 circa, capitava sulla 6a e 4a btr. così all'improvviso che ben tre pezzi della 6a e due della 4a venivano completamente schiacciati prima ancora che si potesse dirigere il tiro contro di essi. Ma ben presto tutti e quattro i carri armati di tipo leggero vennero distrutti dai pezzi del gruppo rimasti efficienti. Vennero adoperate granate da 75 mod.32 senza innesco. - I colpi efficaci sono stati quelli diretti sui fianchi dei carri e nei cingoli, a distanza inferiore ai 100 metri . - Le granate hanno in tale punto perforato la corazza e sono scoppiate nell'nterno squarciando la corazza stessa per un raggio di circa 20 cm, I colpi diretti contro la parte anteriore del carro non hanno avuto alcun effetto utile anche se sparati a soli 10 metri . Verso le ore 16 una seconda ondata composta di due carri egualmente del tipo leggero veniva fermata e distrutta, ma dopo che essi avevano fuori uso l'ultimo pezzo della 6a batteria e uno della 5a. - Anche contro questi due carri furono sparate granate da 75 mod.32 senza innesco.


Giorno 31:

Il gruppo su sei pezzi (uno era stato rimesso in efficienza durante la notte) era in posizione nei pressi della strada a Nord della curva di livello di q.160, quando verso le 13,30 vedeva sbucare dal costone antistante poco più di 150 metri, quattro carri (due del tipo T34 e due leggeri) che si precipitarono sui pezzi distruggendone 4 ed incendiando 6 autocarri e 7 trattori che erano poco lontano. - Gli unici pezzi efficienti spararono sino alla distanza di 10 metri e sia un carro T34 che due leggeri furono immobilizzati. Solo un T34 riusciva ad invertire la marcia. Anche in questa posizione furono sparate granate da 75 mod. 32 senza innesco.

 


Due alti ufficiali (quello a destra, al centro, è il Generale Italo Gariboldi ndr) si complimentano con gli artiglieri del 120° che hanno immobilizzato a Serafimovich il T.34 che sta alle spalle

I GRUPPO da 100/17 del 120º

Giorno 30-31:

In tutti i due giorni i carri nemici non si sono avvicinati molto al gruppo rimanendo ad una distanza variabile fra i 700 e i 1000 metri . Il gruppo ha sparato adoperando granate mod.32 con innesco mod.10 e senza innesco ......."


Un cannone italiano da 75/27 mod.11 travolto dai carri sovietici

II GRUPPO da 75/32.

Il gruppo è stato sottoposto all'attacco dei carri solo il giorno 30 e solo con due btr. giacchè la 4a ancora in marcia si schierava al fianco della 10a. Il primo carro T34 compariva innanzi allo schieramento del gruppo con direzione Nord-est Sud-owest e a grande velocità. Contro detto carro il gruppo non potè aprire il fuoco dato che le due btr, schierate avevano come direttrice di tiro Sud-ovest Nord-est. -Intanto altri carri del tipo T34 e del tipo leggero apparivano e le due batterie cominciavano a far tuonare i loro cannoni.

L'efficacia dei proietti perforanti da 75/32 si è dimostrata molto buona, in quanto le corazze dello spessore di circa 8 cm . (sic) sono state perforate nettamente. La distanza di tiro perchè i proietti siano efficaci non deve superare i 200- 300 metri, distanza che permette di colpire i carri con la quasi totalità dei colpi. - La maggiore vulnerabilità del carro si ha quando questo si presenta sul fianco e per la maggiore dimensione delle sagome e per il minore spessore delle corazzature. - Minore effetto hanno i proietti nella parte anteriore del carro, sia per il maggiore spessore delle corazze che per la maggiore inclinazione, per cui si verificano dei solchi profondi tracciati nel metallo da proietti giunti con piccoli angoli di impatto, senza che però questi riescano a forare.


Cannone controcarri da 47/32 in un appostamento protetto sul fronte russo (AUSSME)


LXII/30º da 105/32.

Anche il LXII da 105/32 prese parte alla lotta contro i carri il solo giorno 30 luglio. La sua azione venne sussidiata da due obici da 76 mm di preda bellica sovietica. Proietti impiegati: - Per il 105/32 granate mod.32 con spoletta e innesco I.O.40 carica 3a ; per il 76 russo granate originali che si suppone abbiano effetti perforanti. Risultati ottenuti: - un carro T34 immobilizzato alla distanza di 400 metri da una granata da 105 scoppiata fra ruota e cingoli. Una ruota risulta deformata e il cingolo interrotto per una lunghezza di 30 cm . Il carro immobilizzato venne colpito successivamente nella parte superiore da altra granata da 105, ma senza alcun risultato apprezzabile. L'equipaggio, che saltò fuori dal carro venne catturato. - Un secondo carro T34 veniva colpito alla distanza di circa 150 metri da un pezzo da 76 mm mentre, sfilando sul fianco, tentava di aggirare lo schieramento del gruppo. La granata penetrava attraverso la parte inferiore dello scafo e scoppiava all'interno, provocando l'annientamento dell'equipaggio. Osservo che in una situazione come quella del 30 luglio in cui ogni artigliere - indipendentemente dal calibro, maneggevolezza e proietti in dotazione - deve fare del suo meglio per lottare contro l'offesa corazzata, il cannone da 105/32 ha ottenuto un risultato positivo con il proietto che sembrava a priori il meno idoneo, e cioè la granata mod.32 munita di spoletta innesco I.O. 40. - Gli scudi da 105/32 hanno resistito efficacemente alle raffiche delle mitragliatrici costituenti l'armamento secondario dei carri T34 - A 500 metri le pallottole hanno appena scalfito l'acciaio degli scudi. Esprimo per il 105 il parere che il tiro con proietti non innescati previsti dalle norme emanate dall'Ispettorato di Artiglieria può essere conveniente contro carri armati leggeri; sempre che la velocità di traslazione del carro possa permettere alla bocca da fuoco il puntamento in direzione; contro carri armati di grande tonnellaggio la granata mod.32 disinnescata ha poche probabilità di vincere - per sfondamento - la spessa corazza della torretta e delle parti superiori. Conviene invece il tiro con proietti innescati, cercando di colpire la parte inferiore del carro per ottenere la rottura dei cingoli. - Un carro armato immobilizzato, qualunque ne sia il tonnellaggio e l'armamento si può considerare già vinto.


Un cannone da 75/32 del 201° reggimento in addestramento (AUSSME)

Mitragliera da 20 mm:

I proietti si sono dimostrati nulli contro i carri T34, poco efficaci contro i carri leggeri. - Infatti due carri leggeri riuscivano a schiacciare due pezzi da 20 mm nonostante i serventi continuassero a far fuoco fino a 10 metri .


Cannone da 75/27 mod. 12 del reggimento artiglieria a cavallo


Per quanto ho riferito risulta:


1) Ottimi pezzi c.c. si sono dimostrati i 75/97/38 impieganti granate c.c. e i 75/32 impieganti granate perforanti, Buoni i 75/27 impieganti granate mod.32 senza innesco. Degli altri pezzi da 100/17 e 105/32, poco maneggevoli, non si può pretendere molto. - Poco efficienti i proietti c.c. della mitragliera da 20 mm.


2) A distanza superiore ai 500 metri NESSUN PROIETTO DA' VERO RENDIMENTO - distanza utile per i tiri contro carro da 50 a 300 metri .



3) Cercare di poter colpire i carri non nella parte frontale, ma in quella laterale e possibilmente nei cingoli.


4) Calma e nervi a posto nei serventi dei pezzi, solo così il cannone avrà sempre, come ha avuto in questa azione, la sicurezza di vincere sulle corazze.


Nella zona di quota 197,4 - 180 vi sono molti carri T34 e leggeri in stato di poter essere recuperati e trasportati indietro per poter effettuare su di essi prove balistiche [...].


Cannone da 75/27 mod. 11 con ruote originali in legno pronto al fuoco nell'inverno russo


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