Introduzione

La storia del 120° reggimento artiglieria motorizzato fino alla sua ricostruzioine avvenuta il 1° ottobre 1975. Il nuovo reggimento fu "ricostitutito" in seguito alla ristrutturazione dell'Esercito sulla base del I/8° reggimento artiglieria da campagna semovente come 120° gruppo artiglieria da campagna semovente "Po", inquadrato nella Brigata Corazzata "Pozzuolo del Friuli" affiancato ai reparti di cavalleria.
Questo testo ci è stato fornito gentilmente da Giuseppe Bassi, l'allora Sotto Tenente del I gruppo del 120° artiglieria motorizzato.


Cenni storici del 120° gruppo
artiglieria da campagna semovente "Po"


"Nuove vampe nella grande fiamma"

Il 15 agosto 1942, per ordine dello Stato Maggiore, veniva costituito, presso il deposito del 20° reggimento artiglieria "Piave" in Padova, il 120° reggimento artiglieria motorizzata.
Mobilitato nell'ottobre dello stesso anno, agli ordini del Col. Di Janni, fu impiegato in un intenso addestramento per essere destinato al C.S.I.R.

Assegnato " il 26 febbraio 1942 " al "gruppo d'intervento Ovest" dell'esercito tedesco, il 28 dello stesso mese entrò a far parte del "Reggimento Tattico Lombardi" alle dipendenze della I Armata Corazzata tedesca mettendosi in luce, unitamente al 6° Reggimento Bersaglieri, in una brillante azione che respinse con successo una pericolosa puntata offensiva delle forze corazzate russe fra Porvlograd (Pawlograd) e Slarvinca.
Il 15 marzo 1942 il 120° Reggimento artiglieria passò effettivo alla Divisione Celere.

Il 12 luglio 1942 il 120° partecipò, con altri reparti, alle operazioni per la conquista del m'unitissimo caposaldo di Jvanovka e dell'importante bacino carbonifero di Kransij Lutsch (quadrivio di Artema). La Divisione Celere ebbe quindi il compito di eliminare la tesa di ponte russa di Serafimovich. Il 30 luglio mentre si procedeva allo schieramento del 120°, i russi sferrarono un potente attacco sostenuto da 24 carri da 34 ton. e 16 da 26 ton. con l'obiettivo di sorprendere le nostre truppe. l'attacco improvviso colse di sorpresa il II/120° da 75 che riportò notevoli danni mentre la batteria c/c ed i pezzi appena schierati del I/120° da 100 e il III/120° da 75 scatenavano un violento fuoco sulla formazione corazzata avversaria. Il fuoco sempre più efficace del 120° fu tale da tallonare incessantemente i carri in movimento, dalle minime distanze (30-40 m. circa) ai 300 metri ed oltre, costringendoli, per le durissime perdite subite, a rinunciare alla lotta e a ritirarsi velocemente. L'importante testa di ponte di Serafimovich era conquistata.

Il 22 agosto, per quella che fu definita la battaglia di arresto sul Don, sulle alture di Jagodovij rifulse il valore degli artiglieri del 120° e particolarmente del III gruppo che fu costretto a sparare con alzo a zero alle minime distanze.

Nel dicembre il nemico attaccato in forze.
Dal 16 al 19 dicembre il nemico, violentemente attaccato dai bersaglieri e martellato dal preciso tiro del 120°, non potè condurre a termine la sua manovra di accerchiamento. Tuttavia a tergo dei nostri schieramenti si ebbero pericolose infiltrazioni: lo stesso Comandante del 120°, Ten. Col. De Simone, fu costretto a difendersi con le armi in pugno.
Il 19 dicembre il nemico, per quanto contrastato dalla Divisione Celere, riuscì a completare l'accerchiamento del 35° Corpo D'Armata che nella notte sul 20 ricevette l'ordine di ripiegare. Gli artiglieri del 120° si sacrificano ai pezzi nel vano tentativo di permettere ai reparti del 3° e 6 bersaglieri di sganciarsi.
Il Posto Comando di Rgt. con il suo Comandante ripiegò per ultimo, ma l'esigua colonna fu ben presto raggiunta e sopraffatta dal nemico. Il Comandante, prima di cadere prigioniero, bruciò la gloriosa bandiera per non lasciarla al nemico il 21 dicembre 1942, presso Meskov.
Il ripiegamento procedette sotto l'incalzare rabbioso del nemico finché il 27 dicembre, esaurito il carburante, si impose l'abbandono degli otto pezzi che gli artiglieri salutarono con le lacrime agli occhi. Il drammatico ripiegamento si concluse il 22 febbraio 1943 quando i resti dei reparti della 3° Divisione Celere giunsero in zona di raccolta in attesa del rientro in Patria. Al suo rientro il 120° fu sciolto.

Ricostituito il 1° ottobre 1975, nel quadro della ristrutturazione dell'Esercito sulla base del I/8° reggimento artiglieria da campagna semovente come 120° gruppo artiglieria da campagna semovente "Po" ed inquadrato nella Brigata Corazzata "Pozzuolo del Friuli", affiancato ai gloriosi reparti di cavalleria.

Il 10 ottobre 1976 riceve il nuovo vessillo insignito della medaglia d'Argento al valor militare.

Il 9 febbraio 1978 la Bandiera viene decorata della medaglia di Bronzo al valore dell'esercito per l'opera di soccorso prestata durante il sisma che ha colpito il Friuli nel 1976.