L'encomio del 120°

 

Il testo che si trascrive riguarda l'encomio che il 120° reggimento ha voluto concedere sul campo all'autista Achille per essersi distinto nel campo portando a termine i compiti assegnatigli.

Non sappiamo con esattezza a quali operazioni abbia partecipato direttamente, sappiarmo però che il periodo tra febbraio e agosto è stato pieno di avvenimenti. Il trasferimento a cui accenna l'encomio non deve essere stato facile sotto l'offensiva della parte avversaria. Come si è detto più volte Achille, probabilmente, non aveva uno spirito guerriero, era partito mal volentieri e forse non condivideva la guerra. Dai racconti del suo compagno Costantino, che ha avuto la fortuna di ritornare, pare che Achille fosse una persona prudente, al limite del timoroso. Eppure svolge il suo compito con determinazione, con senso del dovere. Molto spesso si è detto che i soldati italiani si sentivano dentro la guerra loro malgrado e che trovandocisi dentro erano costretti a combatterla. A questo proposito Eugenio Corti, sottotenente della divisione alpina Pasubio, riferisce "... sentivano la guerra come si sente una calamità naturale, ci si trovava dentro e bisognava affrontarla ...". La si affrontava senza tirarsi indietro, un atto di coraggio che superava la proprie paure anche se per una causa difficile comunque da comprendere. Lo si giustifica come atto di onestà verso se stessi e un senso di rispetto verso gli altri compagni.

L'encomio veniva assegnato dunque ai soldati meritevoli che si erano distinti per aver adempiuto al loro dovere di soldato con dedizione.
Il riconoscimento non aveva un seguito in termini economici come era previsto invece per le medaglie d'oro, d'argento e di bronzo con le quali si percepiva un vitalizio annuale. Aveva semmai più un valore simbolico. Infondo non veniva premiato per azioni dirette di guerra ma per aver fatto il proprio dovere di soldato e allora cosa c'è di più valido e dignitoso di una encomio sul campo assegnato dal proprio reggimento?

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il testo

Numero di matricola
10018

Encomiato dal comando del 120° Reggimento Artiglieria per:

"Ottimo autista di autocarro in condizioni di clima avverse e su piste quasi impraticabili, riusciva nella difficile e lunga marcia invernale di trasferimento a raggiungere la meta, mantenendo l'autocarro in perfette condizioni. Durante il ciclo operativo portava a compimento le missioni affidategli con serenità e con prontezza superando condizioni difficili e anche in zone esposte alla reazione avversaria".

Fronte russo febbraio-agosto 1942 xx
(O. di G. 222 del 10 settembre 1942)"

 

Nel timbro si legge
Ha partecipato dal 9 febbraio 1942 al dicembre 1942 alle operazioni di guerra in Russia col 120° Reggimento Artiglieria Motorizzato campagna di guerra 1942

 

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Di seguito si riporta un manoscritto che i familiari attribuiscono alla mano della madre Elena la quale trascrisse su un foglio il testo di un giornale. Probabilmente si tratta di una testata locale, che riportava la notizia di soldati molisani che si erano distinti per azioni encomiabili, tra i quali c'è Achille. Non è scritta la data ma forse si tratta di una notizia giunta durante il periodo delle operazioni di guerra o subito dopo.

 


d.g. (cosa vorrà dire??? ndr)

Dai vari comandi militari sono giunti, alla federazione dei fasci di combattimento nel Molise, segnalazioni riguardanti i seguenti camerati alle armi che hanno dato prova di lodevole comportamento in ogni evenienza: Di Leonardo Achille di (figlio di ndr) Roberto.