L'ordine del giorno del generale Messe

 

Il testo che segue è la trascrizione dell'ordine del giorno del generale Messe che spedì alla casa di residenza di tutti i soldati (probabilmente nel mese di luglio 1942) che erano al fronte russo e che facevano parte del Csir. La data di emissione riporta il 9 maggio 1942.
La stampa, a due colori, rossa e nera riproduce, in basso, un tipico paesaggio russo. Una sorta di illustrazione riassuntiva che mette in evidenza i giacimenti carboniferi con il circondario industriale, la ferrovia e le piramidi di carbone tipiche della zona del Donbas, un fiume a simboleggiare quelli già conquistati e passati dalle armate italiane, un bosco, i campi coltivati, gli avvallamenti tipici del territorio, una chiesa, un piccolo villaggio di isbe e un traliccio uniti insieme da un'armonia anacronistica.

Si nota bene la firma di Messe insieme al timbro del Corpo di Spedizione Italiana in Russia - Csir.

Si tratta di un ringraziamento che il Generale Messe porge a tutti i combattenti del Csir per il loro impegno e per la loro dedizione verso la nazione.

In fondo ci sono due riproduzioni ridotte del foglio che in originale è circa di una grandezza A3 (un doppio foglio standard da stampante). Cliccando sopra le immagini è possibile ingrandirle per leggerne il contenuto direttamente dal foglio.

Il retro del documento riporta l'indirizzo del destinatario, il padre di Achille, Roberto Di Leonardo del quale molto curiosamente viene riportato il soprannome per velocizzare il recapito nel comune di residenza. Evidentemente un appunto del messo comunale per agevolare il lavoro del postino.

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CORPO DI SPEDIZIONE ITALIANA IN RUSSIA

ORDINE DEL GIORNO

 

UFFICIALI, SOTTUFFICIALI, CAPORALI, SOLDATI E CAMICIE NERE!
Alle soglie della stazione favorevole che approssima la ripresa della marcia verso l'Est, con lo scadere del decimo mese in terra di Russia, il Corpo di Spedizione Italiano conclude il suo primo ciclo operativo di questa durissima campagna. Ai nostri Caduti si volge commosso e riconoscente il mio pensiero. A voi ed alle vostre unità, dell'Esercito, della Milizia, e della Aeronautica, a tutti i Comandi, Reparti e Servivi che, in mirabile coesione di ardimenti energie, di armi invitte e di fede operante ho voluto ed ho ai miei ordini, con fiero animo invio il mio saluto fervido e grato di Comandante.
In esso vibra il caldo riconoscimento delle grandi, memorabili imprese che avete compiuto e che, rinverdendo la gloria delle Bandiere, degli Stendardi, dei Labari, delle insegne che la Patria vi ha affidato, hanno arricchito la Storia militare italiana di pagine che splendono di vivida luce nei fasti della Nazione.

COMBATTENTI DEL C. S. I. R. !
Rivedo i vostri ranghi audaci e compatti varcare il confine romeno, marciare lungo le rozze carrarecce della Bessarabia, inoltrarsi a costo di fatiche impari e di disagi senza nome nelle sconfinate distese della fertile Ucraina che domani sarà il granaio dei vincitori e che a voi, sferzati del solleone, ha negato persino il ristoro dell'acqua.
Nessun ostacolo vi arresta. Tallonando il nemico che ripiega, cogliere sul Bug il battesimo del fuoco e, impazienti di accrescere nel diretto confronto con alleati di alto prestigio militare gli antichi titoli di onore e di valore della nostra Stirpe, balzare al Dnjepr, forzare il fiume, vi lanciate sulle divisioni nemiche che vi sbarrano il passo e in sette giorni di aspri combattimenti, mentre la nostra Ala Azzurra domina arditamente il cielo della battaglia, suggellate con vittoria di Petrikowka la prima fase della lotta.
Ripreso l'inseguimento superare il Woltishia, travolgere le ostinate retroguardie avversarie ed avanzando sotto la pioggia gelida e battente, mentre le colonne di rifornimento si impantanano nelle piste sommerse, vi addentrate per centinaia di chilometri in un territorio insidiato dalla guerra di parte e giungete vittoriosi nel cuore della zona del Donetz.
Più tardi, sfidando le cruda inclemenza di un inverno precoce, accecati dalla tormenta e martoriati dal gelo, attaccate il nemico che vi aspetta torvo, deciso e agguerrito su forti posizioni sistemate a difesa. Gli strappate ad uno ad uno i suoi muniti caposaldi e vi insediate per la sosta invernale.
Né la barbara violenza con la quale i bolscevichi reagiscono, né il peso del numero con cui vogliono sopraffarvi, né l'avversità e i rigori eccezionali del freddo che ragguaglia temperature artiche, né privazioni e patimenti del più alto livello morale e fisico riflettono i vostri ranghi che tuttora mantengono inviolate le posizioni tolte all'avversario.

MIEI VALOROSI!
Il vostro Comandante che vi ha guidato nella titanica impresa, che ha diviso con voi le alternative di tante prove supreme, con voi vissuto le ansie e i tormenti delle vigilie e l'esultanza dei vostri successi; che è stato testimone del vostro coraggio fedele, della vostra abnegazione umile, costante, silenziosa, della virile volontà con cui avete soggiogato un nemico esperto, pertinace, selvaggio, e difficoltà estreme, il vostro Comandante vi dice il "bravo" che si deve ai forti e vi dà atto che avete ben meritato la consacrazione dei prodi.

 

IL GENERALE DI CORPO D'ARMATA
COMANDATE
G. Messe

Fronte Russo, 9 maggio 1942 XX.

 

S. A. Grafitalia già Pizzi & Pizio Milano Roma
Disegno di Mariomona