Il certificato di "disperso" dal Ministero della Difesa

 

Qui vi riportiamo la lettera (datata 8 novembre 2006) a riguardo dello stato di "disperso" che il Ministero della difesa ha spedito al nipote di Achille, Achille Omar Di Leonardo, in seguito ad una sua richiesta scritta. Come si nota il Ministero riporta la notizia in senso negativo per quel che riguarda notizie inerenti al soldato. Di Achille infatti, ufficialmente non si sa nulla, nemmeno che sia stato fatto prigioniero, notizia che il suo amico e reduce Costantino Vaccarella comunicò alla famiglia al suo ritorno dal fronte.

Nella stessa lettera si evincono altre informazioni importanti sulle ricerche dello Stato Italiano in merito alla vicenda bellica. L'Italia infatti è in contatto con le autorità russe ed ha periodicamente accesso agli archivi in territorio sovietico al fine di individuare i campi di sepoltura e il recupero delle spoglie.
Di quelle già recuperate non tutte sono state identificate. Questa difficoltà sta nel fatto che spesso i soldati non indossavano la piastrina di riconoscimeto oppure queste stesse venivano perse o prelevate dai compagni al momento del decesso allo scopo di identificazione ma spesso venivano perse in campo a causa dei combattimenti o sequestrate nel caso il soldato, che li portava, venisse fatto prigioniero. Ci sono stati episodi raccontati nei vari libri di testimonianze dei deduci che riportano di un uso meramente pratico delle piastrine di riconoscimento: molto spesso, le piastrine con catena, venivano usate per legare e tenere uniti gli stracci ai piedi, usati a mo' di scarpa, nelle lunghe marce della ritirata.

Piastrino dell'alpino Giacomo Monsutti, classe 1922, di Tercento (foto scattata nel 1992)
Foto tratta dal libro di Guido Vettorazzo, Cento lettere dalla Russia 1942-1943

 

Le soglie rimpatriate dei nostri soldati in territorio russo sono state inumate al Sacrario Militare di Cargnacco in provincia di Udine.

 

* * *

L'involucro della lettera del Ministero^

 

* * *