La corrispondenza dal fronte

 

Di Achille non si trovano molti scritti dal fronte russo. La lettera e le due cartoline di posta militare sono gli unici manoscritti, insieme a una cartolina spedita da Padova a fine dicembre 1941, sopravvissuti al tempo, in possesso della famiglia.

È comunque straordinario costatare come in questo poco materiale ci sia un concentrato di vita del soldato che molto spesso si ritrova in tante lettere di tanti altri soldati, un microcosmo che rimanda alla condizione comune a molti altri. Inoltre si attingono informazioni sia sul suo carattere che sul rapporto con la madre sia il legame affettivo con i parenti più stretti, gli zii e cugini lontani.

Condizioni fatte di freddo, di necessità di rassicurazioni proprie e altrui. L'esigenza e il desiderio di voler ricevere posta, notizie dall'Italia. Le richieste insistenti e perentorie sull'abbigliamento o altro materiale utile in tempo di guerra.

Dobbiamo considerare che il rapporto con i genitori, di umile famiglia, non deve essere stato molto aperto: di solito, in questa tipologia di famiglia, il dialogo si riduceva a poco. I genitori sono nati a fine Ottocento, Achille è il primo figlio che aiutava la famiglia a crescere e, la sua partenza, in qualche modo sottrae manodopera necessaria al sostentamento di tutti. Insieme a lui parte anche il secondo fratello Marchas che passerà il suo periodo di naja nell'aeroporto di Forlì, lui sarà più fortunato e non verrà mandato al fronte.

Lo stile della lingua e della forma italiana rispecchia una cultura modesta. Spesso, negli errori ortografici, ricorrono le forme dialettali proprie del dialetto molisano e dei dialetti di radice napoletana.

Di seguito, quindi, in ordine cronologico, riportiamo sia il manoscritto che la trascrizione per rendere la lettura più agevole. In alcuni casi viene inserito un punto interrogativo tra parentesi (?) ad indicare il dubbio sulla trascrizione, una serie di X per indicare una parola mancante. Gli errori ortografici sono lasciati inalterati con correzione tra parentesi.

 


FOTO 1
CARTOLINA POSTA MILITARE N. 40 DEL 120° REGGIMENTO DEL 4 APRILE 1942
Come si può notare dai timbri la cartolina ha subito il vaglio della censura. Normalmente la corrispondenza veniva scritta sul luogo del fronte e in seguito consegnate al comando di reggimento o ad un incaricato del ritiro che provvedeva a spedirla tramite posta ordinaria o aerea. Quando la posta giungeva a destinazione potevano subire, in maniera del tutto casuale, il vaglio della censura da parte del distretto militare del luogo di destinazione. In questo caso si tratta dell'operatore n. 3 della Commissione xxxxx della censura di Campobasso. Il timbro infatti riporta l'abbreviazione CB della provincia del distretto molisano che ha vagliato il contenuto validandola. Nel caso ci fosse stato nel testo riferimento a città, luoghi, spostamenti o date di delicato interesse strategico si sarebbe vista una cancellatura a inchiostro pieno delle parti di testo da occultare. In genere una lettera o una cartolina con verifica e conseguente cancellatura riportava il timbro "Verificato per censura". La lettera censurata veniva poi richiusa con fascetta gommata.
Solitamente Achille indirizza la corrispondenza alla madre alla quale era molto affezionato e con la quale riusciva ad avere un rapporto affettivo più sciolto rispetto al rapporto con il padre che invece tendeva ad essere più ombroso e distaccato.

Il destinatorio:
Alla Signora Di Leonardo Elvira
Montenero di B.
P. (?) Campobasso
(Notare la prima lettera puntata nella cartolina che segue, è la stessa di questa cartolina)

Il mittente: Art. Di Leonardo
Grado, Cognome e Nome del Mittente Achille 120 Reggto Art. M. R.C.R. 3a D.C.
Posta Militare 40. R

Nella parte riguardante il destinatario, la lettera prima della parola Campobasso che sembrerebbe una T piuttosto che un P, potrebbe far riferimento alla parola Provincia. L'abbreviazione Art., davanti al cognome, sta per Artigliere, del 120° Reggimento Artiglieria. Le abbreviazioni M. R.C.R. 3a D.C. vanno lette: Motorizzato Reparto Comando di Reggimento Terza Divisione Celere. La Posta Militare aveva sempre un numero di riconoscimento che rimandava direttametne ad un reggimetno specifico, in questo caso il numero 40. La R subito a fiancodel numero forse fa riferimento al Reggimento (?) oppure è semplicemente una definizione ulterionre.

 

FOTO 2
TESTO DELLA CARTOLINA POSTA MILITARE N. 40 DEL REGGIMENTO (foto 1)
DEL 4 APRILE 1942

Le cartoline di questo genere venivano piegate nella pate centrale per cui il testo scritto era occultato dalla piega rendendo visibili il mittente e il destinatario.
il testo:

P. M. 40 R.4/4/42
Genitori carissimi
Giorni fa vi ho scritto tande
(tante ndr) lettere spero che presto li (le) riceverete, dove vi spiego del mio buon stato così sembra sendire (sentire ndr) di voi tutti. Baci
Vostro figlio Achille.

Achille si rivolge ad entrambi i genitori con un testo molto conciso dove vede la necessità di ribadire che ha scritto altre lettere. E' chiaro quindi che la famiglia deve averne ricevute un numero maggiore di quelle che si sono riuscite a conservare. Si sa che la posta in quel periodo non arrivava celermente per ovvie ragioni organizzative per cui era usanza ribadire, nelle cartoline o in altre lettere, i vari tentativi di scrittura anche perchè spesso, a seconda dei casi, seguivano due canali distinti di spedizione, ordinaria e aerea, e differenti tempi di consegna. Poteva accadere che passassero settimane prima che si riuscisse a ricevere risposta. Qui anticipa quello che ha già scritto nel dettaglio nelle "tante lettere" che ha spedito. Probabilmente è un modo per assicurarsi e rassicurare i genitori sul suo buon stato di salute. Siamo ad aprile, Achille è partito in febbraio, probabilmente il reggimento è ancora in fase di organizzazione e di trasferimento verso il Don e non ci sono avvenimenti di rilievo da riportare.

FOTO 3
CARTOLINA POSTA MILITARE N. 40 DEL 120° REGGIMENTO
DEL 24 SETTEMBRE 1942
Questa cartolina ha un aspetto grafico lievemente diverso dalla precedente e presenta una diversa timbratura. E' evidente il timbro del reparto di cui Achille faceva parte, il Reparto comando. si legge infatti 120 REGG. ART. xxxxA MOT. REPARTO COMANDO. L'altro timbro tondo invece riporta POSTA MILITARE N° 40 25-9-42-XX. La data è il 25 settembre, il giorno successivo al testo di Achille. Inoltre è evidente la doppia X subito dopo la data ad indicare il ventesimo anno dell'era fascista che decorre dal 28 ottobre 1922, giorno della Marcia su Roma.
Anche questa cartolina viene indirizzata alla madre Elvira.

Il destinatorio:
Alla Signora Di Leonardo Elvira
Montenero di Bisaccia
(Campobasso)

Mittente:
Cognome Di Leonardo
Nome Achille
Grado Autiere - 120 Reggto Art. M. R.C.R. III di C.
POSTA MILITARE 40

In questo caso usa una formula diversa per definire la terza divisione Celere. Scrive in numero romano il numero della divisione e per la parola divisione e al posto della D puntata inserisce la parola DI, probabilmente un errore di abbreviazione. Autiere indica la mansione di autista. Achille era un autista ed aveva in affidamento un 626 che, come tutti gli autisti, doveva tenere in piena efficienza. fu per questo che il reggimento gli conferì l'encomio per ottimo autista di camion nell eoperazioni di guerra tra febbraio e agosto 1942.

FOTO 4
TESTO DELLA CARTOLINA POSTA MILITARE N. 40 DEL REGGIMENTO (foto 3)
DEL 24 SETTEMBRE 1942
Il testo:
P. M. 40 – 24-9-42
Mamma Carissima
Oggi ho ricevuto N. 2 – lettere, dove ho trovato 10 sigarette e Visai (?), ho ricevuto anche una lettere di Macario e una di zio Annunzio.

Domani ti scriverò una lettera.

Baci Aff.si
Tuo figlio
Achille

In questa cartolina si rivolge direttamente alla madre per darle delle conferme su delle richieste che deve aver fatto in precedenti lettere. Riceve infatti due lettere da casa nelle quali aveva chiesto un certo numero di sigarette. Come sappiamo da altre testimonianze le sigarette erano una merce di scambio molto preziosa e fumarle era molto diffuso. Persino i bambini ucraini ne fanno richiesta ad ogni fermata delle tradotte nelle stazioni facendo il gesto del fumo verso i soldati in trasferimento. Chissà se la bruciatura sul foglio si tratta proprio di una sigaretta che Achille stava fumando mentre scriveva la lettera!?
E' incerta la parola Visai (o Nisai?): al momento non sappiamo di cosa si tratti, se si riferisca ad un tipo di carta per le sigarette oppure a della carta per lettere o cos'altro. Macario sembrerebbe il nome di un amico del paese, forse il soprannome di un amico di infazia con il quale Achille era legato. Lo zio Annunzio è il fratello minore del padre che vive a Roma con il quale tiene rapporti e all quale chiede aiuto per reperire il materiale che la madre, in Molise, non riesce a trovare. Nella lettera che segue si capisce meglio di che tipo di legame si sta parlando.

FOTO 5 LETTERA POSTA MILITARE N. 40 DEL 120° REGGIMENTO DEL 20 NOVEMBRE 1942
Il testo:
Mamma Carissima,
Vengo a scriverti questa lettera per darti mie buone notizie come sendire
(sentire) di voi tutti.

Sono parecchi giorni che non ricevo tue notizie, come mai?
Spero che presto mi giungerà qualcosa, attendo con ansia tue notizie.
Il prossimo pacco che mi fai mi mandi anche una sciarpa di lana, e se puoi mandami anche un'altro
(un altro) paio di guanti, se i guanti di pelle non li hai trovati non fa nulla perché ho scritto a zio Annunzio di mandarmeli che lui è più facile che li può trovare.

Riguardo di Mario se ti chiede mi (miei) soldi glie li mandi che lui mi manda le sigarette, mi fai sapere quanti soldi hai messi alla posta, assieme a qualche pacco mi mandi dei francobolli ed ancora carta, buste visai (?), carte da gioco per Natale, un pennino per penna stilografica, e la cosa più importante più principale mi mandi dimenticavo a dirtelo, la prima cosa che ci metti nel pacco le sigarette, capito?

Riguardo di Nazzareno (suo fratello ndr) io lo sapevo prima di te, mi fai sapere se è stato abile si o no, se lui è abile parte nel 1944 – in gennaio circa, mi fai sapere se è abile e in che mese è nato.

Cara mamma ho da darti una notizia, mi scrisse zio Annunzio dicendomi che il mio cugino è prigioniero in Africa cui nome Palmarini Francesco credo che non lo conosci, fai una cosa scrivigli tu perché io gli ho scritto tande (tante) volte ma non ha mai ricevuto niente, io ricevo sue notizie, mi mandò i saluti per voi tutti, questo è l'indirizzo. Cp. Mgg. AR.M Francesco Palmarini n. 25419 PRISONERS. OF. WAR. CAMP.

Non ho altro da giungere (aggiungere)

Baci Aff.si
Tuo Aff.mo figlio
Achille

In queste poche righe ci sono una serie di informazioni molto interessanti.
Abbiamo pochi elementi per poter ricostruire sia la storia che il carattere di Achille ma questa lettera sembra suggerirne i tratti caratteristici salienti. Intanto si capisce che ha contatti con più persone sia di famiglia che conoscenti. Alla madre quasi rimprovera di non avergli scritto. Si chiede come mai non arrivi posta dall'Italia. Non vi sarete mica dimenticati di me, sembra quasi chiederle?. Immaginiamo per un momento la situazione. E' novembre che in Russia vuol dire quello che per noi è il pieno inverno, già a settembre cominiciano le prime avvisaglie di neve figuriamoci a novembre. Probabilmente i suoi compagni hanno ricevuto posta da casa e questo deve aver turbato la tranquillità di Achille che non può condividere con i suoi compagni le notizie che provengono da casa. Si sa, dalle lettere giunte dal fronte, che ricevere posta doveva essere un modo per tenersi vivi, per tenere vivi i rapporti affettivi che a distanze così lunghe e in situazioni così estreme diventano l'unico modo di conforto per poter accettare i disagi di una guerra che spesso non si condivideva neppure. Achille, racconta la sorella Elena, era partito malvolentieri e questo non deve averlo aiutato a vivere certi momenti di difficoltà. Non è un caso che scrive "attendo con ansia tue notizie". Attendere con ansia, non è una semplice attesa ma un'attesa preoccupata, lacerante, corrosiva. Le notizie sono il conforto che curano quello stato di ansia appunto.
Il tono della lettera però passa subito alle richieste: una sciarpa di lana, un paio di guanti (un altro) di pelle. Qui però viaggia su un doppio binario: sa bene che a Montenero è difficile trovare certi tipi di indumenti, la guerra è in atto dappertutto, reperire le cose è sempre più difficile. Meno difficile se si vive a Roma. Lo zio Annunzio infatti è più facile che i guanti li possa trovare.
Poi parla di un certo Mario al quale pare che Achille debba dei soldi. Che si tratti di quel Macario citato nella cartolina? forse ha pattuito con lui lo scambio delle sigarette, Mario gli manda quelle che gli servono in Russia e i genitori lo liquidano direttamente. In concomitanza accenna ai soldi che la madre deve aver versato alle poste. Deve trattarsi dello stipendio da soldato. Evidentemente vuole cercare di capire quali siano le sue possibilità di fare richiesta, cosa può permettersi di comprare. Poi ancora richieste: francobolli, carta, buste visai (?), carte da gioco per Natale, pennino per penna stilografica e le immancabili sigarette.
Per quanto riguardava la posta militare le cartoline erano distribuite dallo stato mentre le lettere erano a carico del soldato. In luoghi di guerra era difficilissimo trovare francobolli da 50 centesimi per la posta aerea che permetteva alla corrispondenza di arrivare nel giro di una settimana. Scarseggiano evidentemente anche carta, buste e pennini. Si sta avvicinando Natale e allora bisogna procurarsi un mazzo di carte da gioco. Nonostante fossero in piena guerra, si stenta a crederlo ma la voglia di svago è una necessita per sopravvivere agli stenti, al freddo, alla fame, ai pidocchi, a tutti quei disagi che rendono la naja insopportabile e allora il gioco diventa un modo come un altro per approfittare di una festa, per passare una giornata in modo diverso, il Natale rappresenta comunque un giorno in cui ci sarà tranquilità ma come sappiamo non sarà affatto un giorno sereno.
E di nuovo con tono perentorio e anche un po' ironico "la cosa più importante più principale mi mandi dimenticavo a dirtelo, la prima cosa che ci metti nel pacco le sigarette, capito?". Una frase tirata per le lunghe quasi a voler prendersi gioco della madre. Dai racconti dei fratelli viene fuori un Achille molto legato alla madre, capace di aggirarla come voleva, in senso bonario si intende! Con le sue moine da coccolo di mamma. Una condizione rara quella di riuscirsi a rapportare con tanta disinvoltura con la madre a quei tempi. Eppure Achille avrebbe potuto chiederle qualsiasi cosa. Anche in questa occasione lo fa in maniera decisa ma anche scherzosa. Non si capisce però se con le sigarette ci avrebbe barattato cose o semplicemente era un accanito fumatore.

La lettera prosegue ancora con notizie sul fratello Nazzareno. Sembrerebbe quasi che sia stato chiamato per la visita militare. Nazzareno nasce nel 1924, probabilmente ha già compiuto i 18 anni. Achille però non sa quando è nato, anche se dice alla madre di sapere già prima di lei che dovrà forse essere arruolato ma precisa anche che probabilmente partirà (per la guerra?) nel gennaio del 1944.
Poi la notizia più particolare. Achille ha contatti con un altro cugino di secondo grado, figlio di una cugina del padre la cui famiglia vive probabilmente a Teramo, luogo di origine della famiglia di Achille. Di questo cugino si hanno alcune foto di famiglia che lo ritraggono da bimbo e una da adulto che riportiamo di seguito.

Francesco Palmarini cugino di Achille, sarà fatto prigioniero in Africa

Chi mette in contatto i due cugini è lo zio Annunzio che diventa per entrambi, evidentemente, un punto di riferimento importante. Una figura che deve aver contato molto per Achille nel periodo di permanenza in Russia.
Achille dice alla madre di scrivergli perchè lui dalla Russia riceve la sua posta ma non capisce perchè Francesco non riceva quella che lui gli spedisce a sua volta. Da quindi un riferimento preciso a riguardo del campo, del numero di matricola del grado e del corpo di appartenenza. Si tratterebbe di un Caporale Maggiore dell'AR.M (non si sa con certezza cosa significhi forse fa riferimento all'esercito).
La lettera si conclude apparentemente con un fare disinvolto e immediato "non ho nulla da aggiungere" per poi sciogliersi nel solito saluto pieno di affetto per la madre lontana. Un saluto diretto anche se preconfezionato nella formula, dove affida se stesso alla persona che lo ha messo al mondo, sarà forse l'ultimo accorato saluto prima del non ritorno.

Con ogni probabilità Achille verrà fatto prigioniero nei pressi del Don intono alla metà di dicembre forse proprio il giorno 17 quando i Russi sfondarono la linea del Don ed accerchiarono il 120° e gran parte della Divisione Celere.
Della sua prigionia, o presunta tale, si hanno notizie molto vaghe e la sua storia si perde tra i racconti dei ricordi confusi e l'incertezza dei resoconti degli allora fratelli bambini.